La Stanza di Lilith: gli editoriali dell'Indiavolato

SENIL ROCK È BELLO?

L’età media dei debutti discografici si è notevolmente (ri)alzata negli ultimi anni. Anche nel rock, per non parlare di cantautorato e affini, oggi niente di strano se esci con il primo disco a quarant’anni, per poi magari arrivare alla notorietà intorno ai cinquanta. E ci sta, se è vero che la musica, come tutta l’arte, non ha età. Ma è proprio vero davvero, o si tratta solo di spostare la lancetta della giovinezza artistica di qualche tacca? Sere fa, in un lido del basso Adriatico, rassegna di musica live originale, già un evento. Cambio palco, scendono dei ragazzetti con idee buone e un po’ stonate e sale un gruppo di bei nonni molto rock. Attaccano a suonare, l’esecuzione è ottima e anche i pezzi non sono da buttare, un po’ pretenziosi forse, ma con una loro originalità, rock tirato con qualche aroma funky e una lacrima di prog. Sembrano navigati non solo per l’anagrafe, e mentre penso che il loro consulente immagine quella sera doveva essere ubriaco (perché se è vero che l’arte non ha età, lo stile dovrebbe almeno tenerla un minimo in considerazione!) cerco di ricordare chi possano essere, o almeno di immaginarlo, perché quando il cantante ha presentato la band stavo ordinando la birra. Forse un gruppo underground che andava per la maggiore negli anni Settanta, o che ha inciso un disco negli Ottanta e poi la casa discografica è fallita ma loro non hanno mai gettato la spugna. Cantano in inglese, per me potrebbero pure essere gli A-ha che hanno virato un po’ di genere ma che in Norvegia pare abbiano sempre continuato ad andare alla grande, dopo quel famoso video che li portò alla ribalta internazionale più di trent’anni fa. Niente di tutto ciò, anche perché poi ci ripenso e mi sovviene che, facendo due rapidi calcoli, oggi gli A-ha dovrebbero essere un po’ meno attempati di questi. Sta finendo l’ultimo pezzo, il cantante presenta i musicisti e di nuovo la band. Stanno presentando il loro disco d’esordio. L’età media è, ad occhio e croce, intorno ai 60+. Bravi e coraggiosi, auguro a questi “ragazzoni” ogni bene possibile, ma che cosa ne dirà il mercato? Ce la faranno prima di finire a suonare alle serate danzanti di Villa Fiorita? Già m’immagino il loro trionfo fra nonne in borchie e calze a rete, ma questa è una battuta(ccia), la prima domanda era seria.

A cura di Lilith

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L'Indiavolato è un supplemento editoriale de La Suburbana Magazine - Aut. Trib. Bologna n. 7793 del 17.09.2007 © 2018 L'Indiavolato. All rights reserved. www.indiavolato.it

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