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Through Dirty Vibes (Cherry in the Mud)

Spesso si dice che avere la coscienza di chi si è veramente dia la possibilità di conquistare il mondo intero; probabilmente non arriveranno a tanto, ma ciò che è certo è che le Cherry in the mud, duo femminile viareggino formato da Valeria Tozzi (Voce e chitarra acustica) e Chiara “Choppy” Sale (Voce, percussioni, cajon, armonica a bocca, ..) hanno idee davvero chiare su quale sia la loro identità di duo, sul loro potenziale e sui punti di forza che possono portarle a farsi notare all’interno del panorama musicale italiano.
Si nota ciò innanzitutto dal nome, “cherry in the mud”, ciliegie nel fango, metafora che mostra la coscienza che il duo ha su ciò che la loro musica è: un mix magmatico di stili: rock, folk, blues, country, pop, soul, da cui le due voci emergono e brillano come perle grazie all’interessante contrasto tra dolcezza, profondità, sensualità e durezza.
Ma è da “Trough dirty vibes”, il loro primo album, uscito nel 2017, che l’autocoscienza delle Cherry in the mud si manifesta con tutta la sua forza. Dieci Brani in cui la voce soul e graffiante di Valeria e quella più delicata e suadente di Chiara si uniscono in un magma che permette loro di esplorare l’amore con sfumature emotive e tonali uniche, sulla base di ballate e ritmi sempre diversi.
Il primo brano è Tell me, singolo lanciato insieme all’album e suo biglietto da visita per la presenza da subito dei contrasti tra la profondità della voce portante e la leggerezza dei cori che caratterizzano l’identità inconfondibile del duo. Seguono “rain” (di cui abbiamo anche una seconda versione come bonus track), brano di sensuale malinconia sulle incomprensioni all’interno di una coppia e Fallin’,probabilmente la canzone più riuscita dell’album, dai ritmi spiccatamente da ballata folk, piena di quell’energia estiva che fa venire voglia di ballare.
Il ritmo putroppo si appiattisce un po’ con la successiva, Green grass field – in cui sono da apprezzare però le parti con l’armonica – per diventare sperimentale e sorprendente con Heroin, che, con sonorità tutte particolari, racconta dell’eroina come metafora dell’amore possessivo, soggetto successivamente anche di Golden cage, canzone triste triste, tutta in chitarra acustica.
Tra le altre, una menzione speciale la merita jenny, per l’eccezionale potenza ritmica, risultato di un equilibrio perfetto tra rock e blues da cui la voce portante spicca con una forza che rimane impressa.
Sulla magia che si può creare dall’incontro di ritmi e voci dal registro diverso le Cherry in the mud hanno puntanto e scommesso tutto in questo album,vincendo e centrando l’obiettivo di catturare il pubblico in pieno. Siamo curiosi ora di vedere e ascoltare cosa saranno capaci di fare nel prossimo album con questi strumenti: il nostro invito è quello di osare ancora di più, portarli al massimo senza timori.

A cura di Calcabrina

THROUGH DIRTY VIBES / Cherry in the Mud

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